venerdì 29 aprile 2011

Il manzo del mio lui...per me

Oggi un'altra ricetta della cena preparata dal mio lui...per me!!! (e due fortunati amici). Con questo piatto direi che si è quasi superato ;-) Vederlo cucinare delle verdure (è di solito restio a mangiarle) è stato stranissimo oltre che divertente, sorridevo (per non dire altro) a vederlo tutto concentrato alle prese con lo spago da cucina e poi era così tenero, tutto fiero ed orgoglioso della sua "doppia cottura" della carne...e quindi si merita proprio un bel BRAVO!!!!


Manzo con sugo finto e purea di finocchi all'olio (dosi per 4 persone)
600 gr di coscia di manzo
800 gr di finocchi
1 costa di sedano
2 carote
1 cipolla bianca
1 zucchina
1 dl di vino rosso
1 dl di vino bianco
olio extravergine di oliva
rosmarino
sale grosso
sale e pepe

per la carne di manzo
Legate la carne di manzo con dello spago da cucina in modo da mantenerla compatta e ponetela in una padella con manico in metallo (!) con pochissimo olio e del rosmarino, facendola rosolare da tutti i lati. Completate poi la cottura in forno a 120 gradi per ca. 40 minuti, in modo ottenere un arrosto abbastanza al sangue. Sfornate poi il manzo e lasciatelo riposare prima di tagliarlo, in modo che non se ne disperdano i liquidi. Rimuovete poi lo spago dall'arrosto, tagliatelo a fette e conditelo con del sale grosso e dell'olio a crudo. Disponete alcune fette al centro di ciascun piatto. Con l'aiuto di un coppapasta formate un disco di sugo finto su un lato di ciascun piatto e sull'altro lato adagiate una quenelle o sempre un disco di purea di finocchi. Potete decorare con un filo di aceto balsamico.

per la purea di finocchi
Lavate i finocchi, tagliateli a pezzettoni e cuoceteli in acqua bollente salata, finché saranno morbidi, quasi stracotti.  Scolateli, frullateli e passateli al setaccio. Se la purea dovesse risultare troppo liquida, ponetela in un canovaccio e strizzatela per togliere l'acqua in eccesso. Emulsionate la purea con un filo d'olio e insaporitela con un pizzico di sale grosso.

per il sugo finto
Pulite le verdure e tagliatele a fettine. In una casseruola scaldate un filo d'olio e unite la cipolla, la carota ed il sedano e soffriggete con un rametto di rosmarino. Quando le verdure avranno preso colore, bagnatele con il vino bianco e continuate a tostarle. Quando il vino sarà evaporato, unite la zucchina e rosolatela. Bagnate poi con il vino rosso e lasciate nuovamente ridurre, aggiustando di sale e pepe e frullate poi il tutto in modo da ottenere una salsa cremosa e vellutata.

P.S: anche questa ricetta partecipa al contest "Oggi cucina lui...per lei!!!" di Max.

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giovedì 28 aprile 2011

Negativo di Carbonara


Prima di Pasqua, Claudio mi confida che gli mancava un pó cucinare...in effetti da quando ho iniziato con questo blog mi sono appropriata dei fornelli, e ad eccezione di alcune sere, gli ho imposto sempre la mia cucina ;-P
Mi sono sentita un pó in colpa, e allora gli ho proposto di organizzare una cena tutto da solo...lui avrebbe deciso gli ingredienti ed il menù, ed io lo avrei semplicemente aiutato nella preparazione. In più era da un pó che non si cucinava a "4 mani" e quindi l'idea ci ha stuzzicati parecchio...ed io ho promesso di non mettere becco nelle sue decisioni culinarie...lui lo chef...ed io il mozzo ;-) 
Ci siamo veramente divertiti, come vi ho già raccontato nel post del diplomatico crema e cioccolato, e poi devo ammetterlo...la sua fantasia e bravura in cucina sono notevoli. Durante la preparazione dei piatti mi sono dovuta trattenere qualche volta dal dispensare consigli non richiesti (!!!), ché tra l'altro sarebbero stati superflui ed inutili visto che lo chef in questione é proprio bravo di suo ed il risultato è stato veramente appagante...eccovene un assaggio:

Negativo di Carbonara (dosi per 4)
(ricetta di Antonello Colonna)
4 uova (3 tuorli + 1 intero)
80 gr di pecorino romano grattugiato + altri 50 gr per la fonduta
30 gr di parmigiano reggiano grattugiato
100 gr di guanciale magro
200 gr di pasta all'uovo*
100 gr di crème fraîche (panna acida)* (potete prepararvela a casa se non la trovate)
pepe q.b.

Amalgamate i 3 tuorli e l'uovo intero con il parmigiano ed il pecorino, una macinata di pepe e fate addensare la crema a bagnomaria. Stendete la pasta all'uovo e ritagliate dei quadrati. Farcite i quadrati con la crema all'uovo precedentemente realizzata e chiudeteli facendo combaciare gli angoli opposti, formando una stella. Tagliate a listarelle il guanciale, rosolatelo in padella ed asciugatelo. Preparate una fonduta con la crème fraîche sciolta e gli altri 50 gr di pecorino e versatela a specchio sul piatto. Adagiatevi sopra i ravioli, del guanciale croccante e servite con una bella macinata di pepe.



*per la pasta all'uovo
300 gr di semola di grano duro rimacinata
150 gr di farina 00
4 uova
1 pizzico di sale

Miscelate le due farine e formate una fontana, mettendo al centro le uova con il sale. Amalgamate bene gli ingredienti, lavorandoli con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo e fatelo riposare per ca. 1 ora.

*per la panna acida 
100 gr di panna liquida
100 gr di yogurt greco (non dolce e bello denso)
1 cucchiaino di succo di limone

Amalgamate bene tutti gli indredienti e fate riposare in frigo almeno 1 ora prima di utilizzarla.


P.S: Con questa ricetta partecipiamo al contest del Blog di Max, "Oggi cucina lui...per lei!!!"

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lunedì 25 aprile 2011

Grissini al sesamo con il lievito madre alias Quasimodo

Buona Pasquetta a tutti!!! Mangiato tanto ieri???? ;-)
Eccoci con un'altra eredità del corso di panificazione...il lievito madre. In realtà c'era già stato un precedente tentativo in casa (Claudio!!), che però io avevo demolito, perchè un pó mi faceva strano avere quella "cosa" in frigo che cresceva a dismisura appena gli davi la "pappa" ;-) Bhè mi sono dovuta ricredere...adesso lo trovo pure carino!!! Il nostro lievito madre ci è stato gentilmente donato al corso, è stato battezzato Quasimodo (non chiedetemi il perchè, a me piaceva Isidoro, ma...è una lunga storia! Ok, dargli un nome forse è un pò esagerato, però effettivamente vive nel nostro frigo!!!) e viene curato con tanto amore da Claudio (io non posso quasi avvicinarmici!), che gli da regolarmente la "pappa" giusta...eh si... mica gli puoi cambiare la farina del rinfresco quando come vuoi...è delicato! ;-)
Scherzi a parte, per la panificazione è veramente ottimo e permette di ottenere risultati fantastici. Il primo esperimento sono stati questi grissini...una vera bontà. 
Mangiateli con una bella fetta di prosciutto crudo arrotolata attorno...è la loro morte...magari proprio oggi durante un bel pic nic di Pasquetta :-)



Grissini al sesamo
500g farina 00
250g di acqua
150g di lievito madre (o un panetto da 25g di lievito di birra)
50-60g di olio extra vergine di oliva
1 manciata di semi di sesamo preventivamente tostai
1 cucchiaino di sale
olio EVO per spennellare l'impasto


Procedimento: Formate la fontana con la farina e disponete tutti gli ingredienti al centro, impastate fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico che va sbattuto sulla spianatoia per una decina di minuti. Trascorso questo tempo dategli una forma regolare (più o meno rettangolare), spennellate la superficie con l'olio di oliva e cospargete con un'altra manciata di semi di sesamo non tostati. Lasciate lievitare al caldo, coperto con un panno umido per almeno 2 ore.


Trascorso questo tempo prendete l'impasto e tagliatelo a striscioline che dovranno essere "stirate" con le dita. Infornate a 200°C per una ventina di minuti (o fino a doratura) e lasciate raffreddare.


mercoledì 20 aprile 2011

Vaschette di asparagi alla bolzanina con chips di prosciutto

Anche se in questo momento sono in Calabria per Pasqua, faccio mentalmente ritorno alla mia regione con il piatto primaverile per eccellenza, gli asparagi con prosciutto e salsa bolzanina. Chi di voi è stato in Alto Adige nel mese di Aprile, li avrà trovati su qualsiasi menú. L'altro giorno avevo voglia di sperimentare un nuovo modo per servirli, tipo fingerfood...eccolo qua:





Asparagi alla bolzanina (dosi per  ca. 4 vaschette)
per gli asparagi
1 kg di asparagi bianchi (preferibilmente quelli di Terlano, ma vanno bene anche quelli bassanesi)
1 cucchiao di burro
1 pizzico di zucchero
2 cucchiai di vino bianco
1 pizzico di sale
per condirli:
burro fuso 
parmiggiano grattuggiato
100 gr di prosciutto affumicato (preferibilmente "prosciutto di Pasqua")
erba cipollina tagliata finemente
per la salsa alla bolzanina:
2 uova
1 cucchiaio di senape
100 ml di olio di semi
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
2 cucchiai di brodo di carne caldo (va bene anche quello vegetale)
1 cucchiaio di erba cipollina
pepe bianco 
sale

Procedimento:
Sbucciate gli asparagi con un pela-asparargi o con un coltellino affilato, procedendo dalla cima in giú. Per evitare che gli asparagi si rompano, sosteneteli col palmo della mano o eseguite l'operazione sul fondo di un recipiente di vetro rovesciato. Rimuovete l'estremitá legnosa e tagliare gli aspragi a tocchetti.
Portate ad ebollizione abbondante acqua salata, versate il burro, lo zucchero, il vino bianco ed il sale, aggiungere gli asparagi e farli cuocere per ca. 10 minuti (devono rimanere abbastanza sodi). Scolateli e teneteli da parte.
Bollite le uova per 7 minuti, raffreddatele con un getto d'acqua fredda, sbucciatele e dividete i tuorli dagli albumi. Mescolate in una ciotola i tuorli con la senape, il sale, il pepe ed il brodo caldo. Unite poi l'olio mescolando con forza. Condite con l'aceto, l'erba cipolline e gli albumi tritati finemente. 
Tagliate il prosciutto a striscioline e fatelo abbrustolire in una padellina con un filo d'olio. Condite i tocchetti di asparagi con un pò di burro fuso, il parmigiano grattugiato, il prosciutto affumicato croccante e l'erba cipollina. Servite con la salsa alla bolzanina.

La contest-malattia: 
E si, mi sa che sono affetta da contest-mania...eh che sono tutti così simpatici, che non so scegliere a quali partecipare ;-) e quindi con questa ricetta partecipo a due anzi addirittura TRE contest (è possibile???? si puó fare???? :-P )


 "Il contest a colori" (nella categoria del bianco) di Profumi e Sapori
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"Cucinando con le erbe aromatiche" di Fragola e Limone
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"Finalmente é primavera" di Zampette in pasta
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lunedì 18 aprile 2011

Entrare in "societá" con un diplomatico crema e cioccolato

Si si, il titolo dice la verità...finalmente la mia dolce metà, Claudio, ha ceduto alle mie insistenze e ha deciso di collaborare attivamente al mio...ups...nostro blog ;-)
Anche lui é appassionato di "food", per cui sapevo che non avrebbe resistito a lungo...e poi sarebbe un vero peccato non condividere la sua ars culinaria (vabbé forse sono un pó di parte???)
Inoltre ci divertiamo moltissimo a cucinare insieme...lui è lo chef...ed io???? bhè lui mi definisce il suo "mozzo" ;-) Eccovi la nostra prima ricetta ufficiale a 4 mani...tutta sua l'idea, io l'ho solo aiutato nella realizzazione!



Diplomatico crema e cioccolato (dosi per 4 persone)
(Ricetta di Antonello Colonna)
pasta fillo*
50 gr di burro
100 gr cacao amaro
zucchero a velo q.b
crema pasticcera*
mousse al cioccolato*

*per la pasta fillo
500 gr di farina di Manitoba
3 cucchiai di olio EVO + altro per spennellare
acqua tiepida q.b. 





Sul tavolo fate la fontana con la farina, al centro aggiungete l’olio, il sale e un po’ di acqua tiepida. Impastate fino a che la massa non risulterà soffice omogenea ed elastica. Suddividete l’impasto in 8 parti e formate delle palline. Coprite con uno strofinaccio pulito e umido e lasciate riposare per mezz’ora. Usando il mattarello stendete la pasta in uno strato sottilissimo.Spennellate i fogli di pasta con olio e sovrapponete gli altri strati.


Ritagliate dei quadrati di media grandezza dai fogli di pasta fillo. In un pentolino, sciogliete il burro e amalgamatelo con il cacao amaro fino a ottenere una cremina fluida. Spennellate i quadrati con questa cremina e spolverateli con lo zucchero a velo, che con la cottura, darà croccantezza alla pasta. Passateli nel forno e fate cuocere per 10 minuti a 175 gradi. Montate il diplomatico alternando fogli di pasta con strati di crema pasticcera e mousse al cioccolato.

*per la crema pasticcera
1/2 l di latte
185 gr di zucchero
6 tuorli
70 gr di farina
buccia 1/2 limone

Con un coltellino affilato pelate la scorza del limone. Fate bollire il latte con la scorza di limone, montate le uova con lo zucchero e versate il composto nel latte. Setacciate la farina e fate cuocere a fuoco moderato finchè l'amalgama non arriva al bollore, quindi ponete in frigo a raffreddare. 

*per la mousse al cioccolato
2 uova
60 gr di zucchero
200 gr di cioccolato fondente
250 ml di panna

Sciogliete il cioccolato fondente, unite lo zucchero e le uova. Montare la panna e unitela all'altra amalgama con un leccapadelle, mescolando in modo circolare sempre nello stesso verso. Fate riposare in frigo, finchè non riprende consistenza.


Ah, dimenticavo...con questa ricetta partecipiamo al contest "Ricette con la pasta fillo" di Matrioska's adventures!!!

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...e anche al contest di Max "Oggi cucina lui...per lei!!!"

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giovedì 14 aprile 2011

Take away verdurosi

E' arrivata la primavera, presto festeggeremo la Pasqua e la Pasquetta e sono in arrivo tanti sabati e domeniche di sole...da passare ovviamente su un prato di campagna o montagna, dove l'aria é piú pura e il contatto con la natura é diretto...e quindi cosa c'é di piú divertente che passare un bel momento di relax in mezzo al verde, in compagnia della famiglia e degli amici in un allegro picnic? 
Fuori il cestino...ma cosa ci metto dentro????

Take away verdurosi (dosi per 6 monoporzioni)
250 gr di pasta sfoglia (potete comprarla anche già pronta, la quantità corrisponde a ca. 1 rotolo)
200 gr di zucchine
100 gr di carote
2 patate piccole
10 fiori di zucca
2 cipollotti
2 uova + 1 per spennellare
100 ml di panna fresca
50 gr di parmigiano grattugiato
1 punta di curry
1 cucchiaio di erba cipollina tritata finemente
olio EVO
sale&pepe

Lavate e pulite le verdure, spellate le carote e le patate e tagliate tutte le verdure a cubetti piccolissimi. Fate soffriggere il cipollotti in qualche cucchiaio di olio EVO, aggiungete le verdure a cubetti e fate appassire a fuoco dolce. Nel frattempo pulite e tritate i fiori di zucca e aggiungeteli alle verdure. Sciogliete il curry in mezzo bicchiere di acqua e versatelo sulle verdure. Continuate la cottura finchè non saranno tenere e tolte dal fuoco fatele raffreddare qualche minuto. Sbattete le 2 uova con la panna e il parmiggiano e mescolate alle verdure. Salate e pepate.
Ritagliate dei rettangoli di pasta sfoglia e foderateci delle tegliette monoporzione imburrate. Bucherellate la sfoglia con i rebi di una forchetta e versateci il composto. Spennellate i bordi della sfoglia con 1 uovo sbattuto e cuocete in forno ventilato preriscaldato a 180 gradi per ca. 15 minuti o fino a doratura. 
Sono ottime servite fredde...e quindi ideali per un picnic! La nota di curry non sovrasta il sapore delle verdure, ma lo esalta moltissimo, a mio parere ;-)

Buon picnic!



Ricordiamoci:
Anche il picnic se organizzato al meglio può essere di auto alla natura e rappresentare una scelta a basso impatto ambientale. Ricordiamoci che esistono tutta una serie di piccoli e semplici comportamenti adottabili da ognuno di noi, che trasformano un momento di relax e di contatto con madre natura, in un momento di coerente rispetto verso il pianeta che ci ospita, e di cui troppo spesso pensiamo di esserne padroni.

Con questa ricetta partecipo al contest Cosa metto nel cestino? di assaggidiviaggio...

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martedì 12 aprile 2011

Danish pastries o semplicemente "le Danish"

Le Danish...altra speciale "ereditá" del corso di panificazione. Infatti una volta imparato a "sfogliare" e quindi anche a fare la pasta per croissant, ci si puó sbizzarire in tantissime altre varianti sia dolci che salate...l'impasto é più o meno lo stesso, ma le forme sono infinite...basta avere un pó di fantasia ;-). I ripieni dolci tipici sono crema pasticcera e uvetta, crema al cioccolato e la marmellata...abitualmente amo fare le marmellate da me (appena ricomincio a farle vi riempiró di post sul tema!!!!), ma quando la devo comprare, scelgo quella Rigoni di Asiago...la trovo ottima e ci sono così tanti gusti invitanti...quella che preferisco in assoluto e' quella alla rosa canina, ma per la ricetta di oggi ho utilizzato quella di prugne. Come non potevo quindi partecipare al contest "Marmellata...che passione" di Rigoni di Asiago in collaborazione con il blog mamma help..."last but not least", speriamo, visto che scade in questi giorni...e poi mi devo tenere in allenamento e continuare a "sfogliare" finché le temperature lo permettono ;-)


Le danish alla marmellata (dosi per ca. 15-20 pezzi)
(ricetta imparata al corso di panificazione)
130 gr di farina manitoba
65 gr di farina 00
65 gr di farina 0
(se invece potete utilizzare farine "tecniche" allora utilizzate 260 gr di farina W280/300 oppure 160 gr di farina W330 Molino Rossetto e 100 gr di farina per pane (ca. W200))
1/2 uovo
10 gr di lievito di birra (osmoresistente, va benissimo quello che trovate alla Lidl)
5 gr di sale
45 gr di zucchero
15 gr di burro* (di tipo bavarese)
65 gr di latte
60 gr di acqua
125 gr di burro per la sfogliatura (sempre tipo bavarese)
1 uovo per spennellare
zucchero di canna per spolverare
1 vasetto di marmellata Rigoni di Asiago alle prugne

*buccia grattugiata di un arancia o un limone con cui aromatizzare il burro: sciogliete il burro, aggiungete la buccia grattugiata e portare a 90 gradi o ai primi sfrigolii.

Per l'impasto delle danish ho seguito il procedimento di Paoletta imparato al corso, che trovate sul suo blog qui (fino al passo 21)...chi potrebbe spiegarlo meglio di lei???

Poi procedete come segue:
22. Ritagliate dei rettangoli di ca.8cmx4cm.
23. Piegateli a metá
24. Col coltello fate un taglio sulla parte "chiusa", a metá della larghezza e lasciando 2cm sulla lunghezza.
25. Aprite nuovamente il rettangolo ed attorcigliatelo su se stesso, facendo passare un'estremitá all'interno della "fessura".
26. Posizionate le danish su una teglia rivestita con carta da forno e fate lievitare per ca. 1 ora e mezza.
27. Farcite le danish con la marmellata al centro della fessura (che con la lievitazione si sará ridotta di molto)
28. Spennellate le danish con l'uovo sbattuto e cospargetele con lo zucchero di canna (potete usare anche quello bianco).


29. Preriscaldare il forno ventilato a 200 gradi per 5 minuti e poi a 180 gradi fino a doratura (in alternativa il forno statico a 220 per 5 minuti e poi a 180 gradi fino a doratura).
30. Peccate pure di gola!!!
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lunedì 11 aprile 2011

La ciambella all'arancia di Rosaria

Passo le mie estati al mare, in Calabria, dove il 50% di me ha origini...e' gia' perché il mio e' un bel miscuglio: 50% calabrese, 50% lombarda, in terra sudtirolese ;-) 
Fin da piccola le varie zie di mio padre e le varie mamme e nonne del bel paesello nel cosentino mi hanno viziata in tutti i sensi, in particolare culinariamente...mi ricordo ancora la colazione mattutina con la tavola apparecchiata per bene e imbandita di tante buone cose e il profumo di sugo di pomodoro fresco che proveniva dalla cucina di mia nonna (eh si perchè deve cuocere mooooooooolto a lungo e a fuoco mooooooooolto basso)!!!! Adesso il risveglio e' ancora piú piacevole: sara' l'assenza dell'odore di sugo??? O forse perche' da qualche anno, la dolce Rosaria, cara amica di famiglia, ci fa omaggio di questa meravigliosa ciambella al nostro arrivo e profuma così le mie colazioni...d'arancia (meglio del sugo, no????) ;-)

Ciambella all'arancia (dosi per 2 ciambelle medie o una ciambella grande)
600 gr di farina 00
6 uova
400 gr di zucchero
6 arance
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di olio EVO
2 bustine di lievito per dolci


Mi raccomando, il procedimento é da seguire alla lettera, altrimenti la torta non si gonfia.
Lavate le 6 arancie e grattugiatene la buccia. Spremete il succo solo di 3 e tenetelo da parte. Sbattete le uova per 5 minuti con le fruste elettriche. Aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 15 minuti. Aggiungete la buccia grattugiata e la spremuta e mescolate bene a mano. Aggiungete la farina setacciata, sempre mescolando, e quando sará stata assorbita, aggiungete l'olio, mescolando molto bene. Sciogliete le bustine di lievito nel latte ed aggiungete infine al composto, mescolate delicatamente. Imburrate ed infarinate uno stampo per ciambella e versateci il composto. Cuocete in forno statico preriscaldato a 200 gradi per 30-35 minuti. 


P.S-1: Ieri sono stata al Vinitaly...ok, lo so questo è (forse meglio dire vorrebbe essere, visto che non piace a nessuno...sic!) un blog di cucina, ma il vino fa parte della cucina o no????
Niente monologhi enologici...vi dico solo che ho avuto la fortuna di assaggiare vini sensazionali, grazie ad una guida speciale...e quindi se la ciambella non volete mangiarla a colazione, ma come dolce tentazione, vi consiglio di abbinarci un bicchiere di "Diamante d'Almerita" di Tasca d'Almerita, un dulcis in fundo davvero straordinario ;-)


about foodP.S-2: Con questa ricetta partecipo ad un altro contest (eh...sti contest sono proprio irresistibili, anche se come vi ho detto non sono molto fortunata con ste cosucce!!!). Il concorso e' organizzato dal blog profumi e sapori e devo dire che oltre ad essere "colorato", lo trovo molto molto simpatico...speriamo porti bene ;-)

giovedì 7 aprile 2011

Il Gateau (o gattó) di patate

Buondì! 
Propongo un altra ricetta per partecipare al contest "150 anni in tavola", si puo' partecipare con due ricette...e quindi ne approfitto...magari e' la volta buona che vinco qualcosa (si, perche' non ho mai, ma dico mai mai mai vinto niente fin'ora...ne alla lotteria paesana, ne coi vari "grattaevinci"...manco un euro!!!).

La ricetta decisamente non e' altoatesina, ma fa lo stesso...oltre ad essere uno dei miei piatti preferiti, rispecchia molto il 50% delle mie origini e per par condicio devo mettere anche una ricetta del sud. 
In particolare questa ricetta e' partenopea, e ha una sua storia, infatti (fonte wikipedia) dopo il 1768, con le nozze della regina Maria Carolina, figlia di Maria Teresa di Lorena-Asburgo, moglie di Ferdinando I di Borbone, Napoli divenne luogo di confronto delle grandi cucine europee. La nuova Regina introdusse nella capitale il gusto francese e la consuetudine di affidare il servizio di cucina ai "monsieurs", cuochi di alto rango francesi che, a partire da quel tempo, i napoletani cominciarono a chiamare "monzu'", dalla corruzione del termine francese. Nell'arco di pochi decenni, assunsero denominazioni francesi alcune tradizionali pietanze partenopee, ad esempio proprio il gattò ed il ragù. Il piatto però non deriva dalla cucina francese, ma e' stato inventato qui nel reame, con tutti gli ingredienti tipici della cucina napoletana, con la sola eccezione del burro, ingrediente sicuramente più nordico, e del pomodoro, del tutto mancante in questa preparazione.




Gateau di patate (dosi per 4)
600 gr di patate (preferibilmente a pasta gialla)
1 etto di prosciutto cotto
50 gr di scamorza affumicata
50 gr di mozzarella fiordilatte 
2 uova
50 gr di parmiggiano grattugiato + un po' per gratinare
1 manciata di prezzemolo fresco tritato
1 pizzico di noce moscata
sale e pepe
burro per imburrare la pirofila + qualche fiocchetto per gratinare
1 spolvero di pangrattato


Lessate le patate con la buccia, fatele raffreddare e sbucciatele. Nel frattempo tagliate il prosciutto cotto a listarelle e la scamorza e la mozzarella a dadini (strizzate bene la fiordilatte). Schiacciate le patate con lo schiacciapatate e mettetele in una terrina con le uova sbattute, il sale, il pepe, la noce moscata, i formaggi. Se il composto vi sembra troppo asciutto (dipende sempre dalla qualitá della patata), potete aggiungere qualche cucchiaio di latte per ammorbidirlo.
Preriscaldate il forno a 180 gradi. Imburrate bene delle pirofile monoporzione o una teglia con il burro (anche sui bordi) e cospargete con del pangrattato, in modo che si attacchi, scuotendo poi, per togliere l'eccesso. Versate il composto di patate e livellate la superficie con il dorso di un cucchiaio. Cospargetela con un pó di pangrattato, del parmiggiano e qualche fiocchetto di burro rimasto. Mettete in forno a 180 gradi per 20 min, se usate le teglie monoporzione, o 35 min, se usate la teglia grande. Sfornate e lasciate intiepidire.


Bon appétit o meglio...Buon appetito!


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lunedì 4 aprile 2011

Il corso di panificazione

E' si, e' ora di raccontarvi come e' andata al corso di panificazione organizzato da Paoletta e Adriano...bhe' che dire...sembrera' banale, ma e' stata un'esperienza semplicemente fantastica: un tripudio di sensazioni tattili e olfattive, oltre che visive e ovviamente tanto, ma tanto divertimento!!! Abbiamo veramente pasticciato un sacco, ma anche imparato un sacco di tecnicismi: abbiamo fatto la prova del velo, imparato nozioni sul lievito madre, l'abburattamento, la "forza" di una farina, sul reticolo glutinico ed i legami di solfuro, ecc...ecc...ecc...ma sopratutto sappiamo fare i croissant...ed eccovi la prova:


Ieri ho voluto mettere in pratica gli insegnamenti...et voila'...ho sfogliato per la prima volta...EVVIVA!!! 

Croissant francesi profumati (una ricetta la trovate qui, ma noi abbiamo usato il "burro aromatizzato", ovvero piu' o meno questa ricetta (ma senza rum), se volete proprio quella originale del corso...bhe' andate a fare il corso ;-) !)








Ovviamente ringraziamo di cuore i nostri maestri Paola e Adriano...al prossimo corso!!!

sabato 2 aprile 2011

La mia roulade ed il contest "150 anni in tavola"

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Primavera???? Altro che primavera, qui ormai sembra estate...26 gradi...che goduria ;-) 
Ho dedicato la giornata al cosiddetto cambio di stagione (non vedevo l'ora) e poi navigando poi sui miei foodblog preferiti ho scovato il concorso organizzato da farina, lievito e fantasia e mi sono subito messa a pasticciare.
Avevo proprio voglia di rifare questa ricetta legata alla mia infanzia: e' una ricetta tipica della mia regione, l'Alto Adige, e' la tipica "ricetta della nonna" (anche se io non ho nonne altoatesine, ma bensí una lombarda e l'altra calabrese...e quindi la ricetta non me l'hanno di certo tramandata loro, ma comunque la faccio lo stesso...), ed é la ricetta della mia "torta di compleanno" da bambina, e quindi ci sono molto affezionata. 
La variante originale prevede un impasto semplice, ma io preferisco la variante al cacao, e quindi ve la propongo cosí!!!

E come detto, siccome é una ricetta tipica della pasticceria altoatesina, partecipo al concorso "150 anni in tavola", anche se per varie questioni geopolitiche e storiche (senza far polemiche!), l'amministrazione della mia provincia ha deciso di non partecipare alla festa per l'Unitá d'Italia...bhé almeno io partecipo al contest ;-)




Roulade panna e fragole
80 gr di farina 00
65 gr di fecola di patate
20 gr di cacao in polvere
15 gr di miele (1-2 cucchiaini)
5 uova + 2 albumi
1 bustina di vanillina 
140 gr di zucchero + 2 cucchiai
250 ml di panna fresca da montare
500 gr di fragole
cacao amaro e zucchero a velo per spolverare

Separate i tuorli dagli albumi e montate i tuorli con 40 gr di zucchero, il miele e la vanillina. Montate gli albumi a neve con gli altri 100 gr di zucchero. Unite un terzo degli albumi montati ai tuorli e mescolate delicatamente dall'alto verso il basso. Aggiungete poi, in ordine, la farina e la fecola setacciate, i rimanenti albumi, mescolate delicatamente come prima ed infine aggiungete il cacao, sempre setacciandolo. Imburrate una teglia rettangolare di ca. 25 cm per 35 cm (o la leccarda del forno) e ricopritela di carta da forno. Versate il composto nella teglia e livellatelo in modo uniforme, aiutandovi con una spatola. Cuocete in forno preriscaldato per ca. 5 minuti. Intanto un cannovaccio inumidito sul banco di lavoro e appena pronto, sfornate il pan di spagna e capovolgetelo sul cannovaccio. Staccate delicatamente la carta da forno (se fate fatica, spennelatela con un pó d'acqua) e arrotolate delicatamente il pan di spagna su se stesso. Fatelo raffreddare. Intanto pulite e lavate le fragole, tenetene da parte alcune per la decorazione, tagliate le altre a pezzettini e mettele in una ciotola a macerare con i 2 cucchiai di zucchero rimasti. Quando la roulade sará fredda, srotolatela delicatamente, montate a neve la panna fresca, amalgamatela alle fragole e spalmate il composto sulla roulade. Arrotolate nuovamente e ponete in frigorifero per 1-2 ore. Tagliate gli estremi, spolverate con cacao e zucchero al velo e decorate con le rimanenti fragole tagliate a metá...un vero peccato di gola!!!!